In Abruzzo, nella Valle Subequana, un gruppo di bambini ha creato un podcast che racconta il loro territorio attraverso le voci degli abitanti locali. Questo progetto, promosso dal Comune di Fontecchio in collaborazione con Slow Food Abruzzo e Ilex Italy, trasforma l’isolamento della vita montana in un’opportunità di scoperta e consapevolezza.
Nei villaggi di queste aree montuose, gli abitanti si dividono tra coloro che hanno scelto una vita autentica in armonia con la natura e coloro che vedono la montagna come sinonimo di sacrificio e noia. I bambini crescono lontano dai centri urbani, immersi in un ambiente naturale e culturale unico, dove anche il cibo etnico o spazzatura è una rarità. Tuttavia, questa tranquillità comporta sfide: per andare in piscina è necessario un viaggio di un’ora fino a L’Aquila, frequentare le scuole superiori richiede partenze anticipate in autobus e, a causa dello spopolamento, il numero di bambini è monitorato per evitare la chiusura delle scuole. Le montagne rappresentano spesso sacrifici: le distanze sono significative, gli inverni lunghi e nevosi, e le strade più barriere che collegamenti.
L’obiettivo principale di questo progetto è dimostrare come vivere in questi ambienti sia un privilegio e un’opportunità per testimoniare e custodire una realtà affascinante, che spesso si traduce in una relazione unica con la montagna.
Durante l’anno scolastico, i 22 studenti della scuola primaria Giovanni Titta Rosa di Fontecchio hanno partecipato a un programma di formazione che li ha portati a esplorare il loro territorio e a incontrare persone che, attraverso le loro scelte di vita, hanno contribuito a mantenerlo vivo e autentico. Hanno intervistato cinque “custodi”:
- Alessio Di Giulio, presidente dell’Associazione Foresta Modello Valle Aterno, dopo aver vissuto in una grande città ha deciso di trasferirsi a Fontecchio per proteggere e mappare gli antichi alberi della valle.
- Adriana Tronca, titolare dell’azienda Vigna di More, un tempo viveva in Franciacorta. Dopo aver sognato sua nonna, ha deciso di tornare a Goriano Valli per coltivare la terra di famiglia e sfidare il clima montano producendo spumante d’alta quota.
- Annamaria Aliberti, titolare di Antica DiMora, ha restaurato un vecchio casale di famiglia, trasformandolo in un luogo di memoria e rinascita, dove gli ospiti, grazie alla sua straordinaria ospitalità, si sentono subito a casa.
- Antonio Cercarelli, titolare dell’omonima azienda agricola, ha realizzato il sogno della sua infanzia rilevando il mulino in pietra di suo nonno. Oggi coltiva e macina il suo grano, affrontando anche la convivenza con gli orsi—una presenza che, sebbene a volte rappresenti una sfida, sa anche riempirlo di gioia.
- Claudio Mancinelli, titolare dell’omonima azienda agricola, ha lasciato il lavoro in fabbrica per riconnettersi con la natura e l’agricoltura, seguendo i principi della biodinamica.
on il supporto del regista Alessandro Di Gregorio, i bambini hanno condotto personalmente le interviste, creando un podcast di 5 episodi e 18 segmenti intitolato “Seminando Storie”. Un vero e proprio archivio audio che racconta la storia del territorio attraverso le voci di chi lo vive e lo preserva.
Grazie a questo progetto, i bambini hanno imparato a vedere la loro terra con occhi nuovi, comprendendo che queste montagne non sono un luogo da cui fuggire, ma un posto dove costruire e plasmare il proprio futuro. E noi abbiamo scoperto che, anche nel più piccolo dei borghi, una piccola storia può diventare un grande racconto se narrata attraverso la voce e lo sguardo di un bambino.
A cura di Erica D’Incecco.
L’articolo originale è pubblicato sul sito di Life in Abruzzo.