Aglio Rosso di Sulmona

Area di Produzione

Territorio della Valle Peligna in provincia de L’ Aquila.

Stagionalità

Si raccoglie nel periodo estivo, tra la fine di giugno e gli inizi di luglio e si conserva fino ai mesi di marzo e aprile.

Produttori

Consorzio Produttori Aglio Rosso di Sulmona

Sulmona (Aq), viale della Repubblica 12
Tel. 393 2063981
info@agliorossodisulmona.org

Approfondimenti

“La Valle Peligna è terra di antica tradizione agricola” racconta il poeta sulmonese Publio Ovidio Nasone e l’aglio rosso è un prodotto antico quanto la terra che abita. L’origine dell’aglio, Allium Sativum, è incerta. Già utilizzato dagli Egizi e dai Sumeri circa 4000 anni fa, è menzionato nella Bibbia come “il bene più prezioso lasciato dagli Ebrei durante la fuga dall’Egitto”; nel codice Ebers, papiro medico egizio che risale al 1550 d.C, è definito rimedio efficace contro i dolori e le punture di insetti; nell’antica Roma veniva usato sia dai contadini che dai soldati, distribuito nelle legioni per prevenire le infezioni. Dell’aglio rosso di Sulmona troviamo testimonianza in diversi testi storici: il primo risale alla metà dell’Ottocento quando Panfilio Serafini (1853), in “Scritti vari di storia, letteratura e politica” racconta della grande varietà di colture presenti sul territorio sulmonese con un particolare riferimento al commercio dell’aglio; Teodoro Bonanni nel 1888 in “Le antiche industrie della provincia dell’Aquila” afferma che “oltre delle dette piante ortensi, sonovi pure l’aglio, che piantato vicino alle rose accresce il loro odore”; così via, nel Novecento, Cesare Jarach sembra anticipare quello che sarà, negli anni 2000, il Consorzio dei Produttori; nel 1917, in piena guerra mondiale, i documenti emessi dall’Ente Autonomo dei Consumi attestano quanto fosse già avanzato il commercio dell’aglio, tanto da costringere il Comune a emettere un’ordinanza per disciplinarlo. Altri trattati e manuali dimostrano le peculiarità uniche dell’ecotipo sulmonese. Nel 2008, lo storico Franco Cercone pubblica “L’aglio rosso di Sulmona nella medicina popolare e nella gastronomia tradizionale peligna” in cui riporta i numeri di una relazione del 1876 che dichiarano la redditività ottenuta in quegli anni dall’aglio rosso.

La storia dell’ Aglio Rosso di Sulmona

Coltivato da secoli in Abruzzo, nella Valle Peligna, in provincia de L’Aquila, il biotipo “Rosso di Sulmona” ha bulbi racchiusi in tuniche di colore vinoso e presenta un diametro compreso tra i 55 e i 70 mm, ben al di sopra delle norme comuni di qualità per la commercializzazione e l’esportazione. La testa è ben serrata, non ha bulbilli extratunicati e nella corona esterna presenta 8-10 bulbi di grandi dimensioni a pasta bianco porcellana e, all’interno, 3-4 bulbi più piccoli, chiamati animelle.

L’aglio rosso di Sulmona matura con 15-20 giorni di anticipo rispetto agli altri ecotipi italiani e si conserva a lungo: viene raccolto tra la fine di giugno e gli inizi di luglio e fino a marzo-aprile mantiene inalterate le sue caratteristiche, la testa serrata e compatta e il sapore piccante. La caratteristica che lo rende unico è lo scapo fiorale che emerge durante il mese di maggio al centro della pianta, che viene poi asportato per consentire la regolare crescita del bulbo sotterraneo. Lo scapo, che somiglia a piccoli asparagi dal gradevole e delicato sapore di aglio, viene commercializzato sia allo stato fresco, sia impiegato per la produzione dei tipici “crastatelli sott’olio”.

L’elevato contenuto di principi attivi conferisce al prodotto un sapore particolarmente piccante mentre l’alto contenuto di oli essenziali lo rende adatto ad un uso farmacologico ed erboristico. Gli agli, intrecciati abilmente dai coltivatori rigorosamente a mano, formano una treccia lunga e omogenea che può raggiungere i 2 chili di peso e che viene utilizzata anche come ornamento nelle abitazioni.

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